Spunta l’idea di un possibile tetto sul prezzo del gas. Scopriamo quindi se sarà possibile seguire l’esempio di Spagna e Portogallo.
Sono diverse le idee sul banco per ridurre il prezzo del gas naturale, su cui i partiti italiani si stanno dividendo e stanno facendo campagna elettorale. L’Italia potrebbe seguire l’esempio di Spagna e Portogallo: ma per la penisola il caso è diverso.
I partiti politici sono pronti ad imporre misure per calare il prezzo del gas, nonostante ciò anche questo argomento ha provocato un nuovo confronto agguerrito tra i vari schieramenti. Al meeting di Rimini Enrico Letta e Giorgia Meloni hanno proposto meccanismi diversi per introdurre un tetto al prezzo del gas. Il primo ad esporsi è stato il segretario generale del Partito Democratico. In mancanza di un accordo a Bruxelles, Letta ha dichiarato: “noi dobbiamo intervenire perché ci siano per 12 mesi prezzi amministrati in Italia e tetto alle bollette elettriche, del gas e dell’energia perché questo è l’unico modo per fermare la crescita delle bollette, per fare questo si tratta di intervenire con un intervento di legge“.
Mentre invece la leader di Fratelli d’Italia si è detta più cauta ed al meeting di Rimini ha dichiarato: “io sono favorevolissima al price cap, a livello europeo“. Inoltre la Meloni ha aggiunto che bisogna fare attenzione ad introdurre il price cap a livello nazionale, visto che le società che diciamo producono questo gas non è che sono società pubbliche. Quindi per l’esponente di centro-destra se ne può parlare solamente se c’è la volontà di nazionalizzare queste società. Scopriamo quindi perché il costo del gas incide sul costo dell’elettricità.
Il prezzo del gas influisce anche su quello dell’elettricità. Tutto ciò accade per il il cosiddetto meccanismo di prezzo marginale, che caratterizza tutti i mercati delle commodity. Quindi a determinare il prezzo dell’elettricità è la fonte energetica che contribuisce a soddisfare la domanda che le altre fonti non riescono a coprire, vale a dire la più costosa. A determinare il prezzo unico quindi sarà proprio quello del gas. Venduta ad un prezzo minore infatti i produttori di gas smetterebbero di bruciarlo perché non sarebbe più conveniente, mentre le altre aziende sarebbero a conoscenza di poter alzare le loro pretese fino al prezzo richiesto dai produttori di metano.
Inoltre sarebbero diverse le alternative per introdurre un tetto al prezzo del gas. La prima di questa è spinta da diverso tempo dal governo Draghi. Infatti proprio il premier uscente si è detto pessimista sul punto che prevede imporre un prezzo massimo che le aziende energetiche che importano il gas in Europa sarebbero disposte a pagare. Tutto ciò si potrebbe ottenere solamente attraverso lunghe rinegoziazioni, oppure con una violazione unilaterale da parte europea che però avrebbe probabilmente gravi ripercussioni. Una via per ridurre il prezzo del gas potrebbe essere una riduzione dei consumi. In questo modo la domanda energetica europea rallenterebbe, andando quindi a ridurre lo squilibro con l’offerta.
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